Piove insistentemente,
pioggia instabile e e Milano...
resta assestata in impercettibili sfumature di grigio,
ma..qualcosa di diverso c'è.
Una luce strana,
duratura
le giornate si allungono e scivolano via...
una leggerezza ricercata
da tanto non vissuta,
riconsidereo i km che non mi spaventano più,
come le notti insonni,la parete spoglia
la mente limpida
è tutta una questione di tempi...
non si incrociano,
non si sfiorano
ora coincidono.
Liebenat
alle 23:57 | link
| commenti (5)
|

Filosofie spicciole,tramezzi universo-universitari.
Non so,oggi nelle orecchie e sui miei occhi,
l'attrazione,del cinema di ejzenstejn e delle teorie sul montaggio,
operatore di significato,
guida,a cosa vederlo,come vederlo.
impressioni sui volti della folla,su atteggiamenti,sguardi perplessi,
pilotare,dirigere il susseguirsi di immagini,
sulla pellicoal fumante,maestosa
la corazzata potemkin?
mi augura la buona notte la scalinata di Odessa,
della cara collezione di cartoline pubblicitarie...
mentre lirica assorbe la mia stanza e quel che di me è disposto a mostrarsi,
chiaccherate in notturna fortificano il cinismo che risiede in me,
o che forse non mi ha mai fatto visita,
come l'inconcludenza che in me cresce.
un vaso di pandora aperto solo per metà.
i mali del mondo...saranno il mio bene.
Liebenat
alle 19:23 | link
| commenti (25)
|
Ci sono giorni in cui mi sento fortunata,
ho il mondo in pugno,
il favore delle stelle
ascendente e potere di controllare le cose,
spirito di iniziativa,di mettermi in gioco,di vedere
vedere...
altri in cui aspetto di sapere,
se la palla ,con un po' di fortuna,
supererà o meno la rete...
il mio match point?
sono fatalista.
tutto va,come deve andare,
deve essere necessariamente cosi,
"a volte gli innocenti vengono sacrificati per un disegno più grande..."
questione di fortuna?
Liebenat
alle 00:37 | link
| commenti (11)
|
IEri ad osservar da un vetro,
un muro di plexiglas e il vuoto,
tante volte sono stata tentata di oltrepassarlo.
buttarlo giù con violenza,superficialità...
mai considerai che cio' che riuscivo a scorgere ,erano solo ombre
ombre dispettose che giocavano coi passi della gente,
ombre fittizie ,mentre immaginavo volti,corpi sentimenti.
impressi su quel vetro,e io dall'altra parte,gioco al mito della caverna
i miei occhi stanchi vivono incatenati nella penombra
ma stanno per abituarsi nuovamente a quella luce ,riflessa su quel vetro
ad emozionarsi ancora....
partenze e addi...
in un luogo senza tempo,
di cui non conosco il nome...
Liebenat
alle 13:33 | link
| commenti (11)
|
|